giovedì 19 giugno 2014

Hanno ammazzato Pablo

Viene finalmente ripubblicato il lavoro più importante di Adriano Olivetti "L'ordine politico delle Comunità": finalmente si può comprare e leggere.

Non che la cosa mi riguardi direttamente, visto che possiedo, ben rilegata in cuoio e praticamente intonsa, l'edizione del 1946 reperita presso un libraio antiquario, a caro prezzo ma valeva la pena.

Mi sorprende però il nuovo frontespizio, il vecchio recitava a tutte maiuscole l'importante sottotitolo: "Dello Stato secondo le leggi dello Spirito". Qui è sparito, sarà stata una svista?

Dal sito di "Edizioni di Comunità" scarico il PDF dell'anteprima, si può leggere fino all'introduzione: l'indice coincide, perlomeno la fine e l'inizio. Cerco "spirito" e non lo trovo, è sparito lo Spirito dal frontespizio. Non ve n'è cenno nell'introduzione, che avrebbe certo dovuto giustificare il rimaneggiamento rispetto all'edizione originale del '46; che a questo punto mi tengo ben stretta.

E mi chiedo, che comunità è mai la nostra, dove non è neppure il caso di citare lo Spirito in un sottotitolo?

Segno dei tempi? Liquefazione neuronale di massa? Incondizionato ossequio ad un implicito "diktat" che ci obbliga a far sparire l'impulso spirituale cristiano, che ha formato l'Europa, dalla cultura di un'accozzaglia di nazioni che si vorrebbe solo finanziariamente, e mai spiritualmente, unite?

Il cristianesimo di Adriano Olivetti, lungi da qualunque contaminazione dogmatica e clericale, potè irradiare luminosamente nei suoi scritti e nella sua opera d'imprenditore. E certamente permane tra le pagine della nuova edizione, purchè non sul frontespizio: qualcuno dice che nel 1960 in realtà fu assassinato -niente di strano per chi comprenda la Storia- oggi viene "assassinato" il frontespizio del suo più importante scritto.

E' proprio il caso di ripetere con De Gregori "hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo!"

1 commento:

Fausto Saporito ha detto...

... è strano come oggi appena si parli o si accenni allo Spirito in qualsiasi contesto vieni additato come un eretico e trattato con una violenza verbale inaudita, alla stessa stregua di come si era trattati quando si parlava di Scienza durante l'Inquisizione.